La città di Vicenza

Antico insediamento paleoveneto, poi fiorente città romana (di cui mantiene il tipico impianto a scacchiera), s’ingrandì sotto il dominio carrarese e scaligero e passò nel XV sec. a Venezia. Tra la metà del Quattrocento e fa fine del Cinquecento attuò uno sbalorditivo programma di rinnovamento architettonico, affidato a grandi architetti come Palladio e Scamozzi, che le diede uno splendido volto di città d’arte. Piazza dei signori, è la principale del gruppo di piazze, sorgenti sul luogo del foro romano, in cui erano.

La domina la superba Basilica, o Palazzo della Regione, massimo monumento della città. L’edificio, nato dal raggruppamento di precedenti costruzioni pubbliche, fu inviluppato daPalladio in un duplice ordine di logge che conferisce carattere unitario e imponente al complesso. Il Duomo, costruzione eretta nei sec. XIII – XVI (ma ampiamente restaurata), mostra parti gotiche come la facciata attribuita a Domenico da Venezia ad altre rinascimentali come l’abside. Romanico (sec.XI) il campanile. Corso Palladio e i Quartieri settentrionali. Lungo il corso, antico decumano massimo della città romana, oggi diventato l’arteria commerciale e di passaggio di Vicenza, e nelle strade a nord di questo, si sono addensati tra il Quattrocento e Seicento (in particolare nel Cinquecento) i palazzi della nobiltà vicentina.

L’insieme di queste splendide costruzioni, facenti capo a poche grandi famiglie – Trissino, Valmarana, Barbaran, Da Schio, Thiene, Sesso, Zen, Porto, Godi, Piovene – e a pochi, grandissimi architetti (sommo tra tutti Andrea Palladio) dà a Vicenza un carattere inconfondibile e unico, che trova riscontro solo nel veneziano Canal Grande.


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